
Quello che gli economisti studiano è il funzionamento delle istituzioni sociali che compongono un sistema economico: aziende, mercati di beni e servizi, mercati del lavoro, sistema bancario, commercio internazionale e così via. È l’interesse comune verso queste istituzioni sociali che contraddistingue il settore dell’economia.
Questa raccolta di saggi viene definita dall’autore stesso “un libro dovuto in gran parte alla mia vanità”, ma trattandosi di Ronald Coase, Premio Nobel per l’economia nel 1991, risulta esserci ben poco di vano e molto di notevole spessore.
Il libro, come da titolo, si divide in due sezioni. La prima, dedicata alla visione economica di Coase, inizia con il discorso tenuto in occasione del conferimento del Premio Nobel, e prosegue con una serie di trascrizioni di interventi pubblici e articoli pubblicati su importanti riviste di economia.
Il filo conduttore che si coglie è la vicinanza fra l’economia e altre scienze sociali, da cui la necessità di approcciarne lo studio non solo da un rigido punto di vista matematico, ma anche tenendo conto del soggetto principale, l’uomo alla ricerca del soddisfacimento dei propri bisogni in un mondo dalle risorse limitate.
Molto densi di significato da questo punto di vista sono il secondo capitolo che racconta dello scetticismo dell’autore riguardo l’obiettività dei risultati degli esperimenti economici, spesso utilizzati come arma di propaganda più che come ricerca della verità; il terzo capitolo, con le differenze e le possibili sovrapposizioni fra l’economia e le altre scienze sociali; gli ultimi due che approfondiscono l’opera fondamentale di Adam Smith, cercando di coglierne significati più profondi rispetto alla consueta visione dell’egoismo umano come motore del mercato (non dimentichiamo mai che prima di scrivere “La ricchezza delle nazioni”, Smith scrisse “La teoria dei sentimenti morali”).
La seconda sezione del libro parla di economisti, con alcuni capitoli dedicati alla vita di Alfred Marshall (il sogno compiuto solo parzialmente di Coase era di scriverne la biografia), altri dedicati ai compagni di viaggio del Nobel e uno finale riguardante la London School of Economics negli anni trenta, considerati un momento particolarmente fertile per la scienza economica.
Come detto in apertura Coase definisce il libro un’opera dovuta alla propria vanità. Non sono riportati al suo interno trattati fondamentali, oppure articoli che hanno fatto storia. Resta tuttavia una lettura molto densa e interessante, da vivere come se l’autore fosse seduto accanto al lettore raccontando in prima persona visioni, e aneddoti della vita propria e di altri giganti dell’economia.
Perché Sì. Perché vale sempre la pena ascoltare il pensiero di grandi intellettuali e Ronald Coase, altre a essere un grande economista che ha avuto influenza sugli studi di organizzazione industriale, ha vissuto in un momento particolarmente florido per le scienze economiche.
Perché No. Perché la lettura risulta impegnativa, un po’ per gli argomenti trattati, un po’ per lo stile non sempre scorrevolissimo. Perché molte delle teorie sulle quali si basa il libro sono state messe alla prova dei fatti e non sempre si sono rivelate perfette.
Scheda del libro
| Titolo | Sull’economia e gli economisti |
| Autori | Ronald H. Coase |
| Editore | Istituto Bruno Leoni |
| Anno | 1994 |
| Pagine | 266 |
| Lingua | Italiano |




