
Perché la nazioni falliscono? Daron Acemoğlu, citatissimo professore di economia del MIT, e James Robinson danno la loro risposta a un classico dilemma macroeconomico, fornendo una tesi molto interessante: le società progrediscono se si dotano di istituzioni politiche ed economiche inclusive, mentre entrano in crisi se una delle due componenti (o entrambe) perdono questa connotazione.
Le istituzioni politiche inclusive prevedono la distribuzione e il bilanciamento del potere, e un certo grado di centralizzazione. Quelle estrattive hanno troppa concentrazione o frammentazione del potere.
Le istituzioni economiche inclusive favoriscono l’intraprendenza, la partecipazione e la libertà, tutelando i diritti di proprietà e garantendo uguali opportunità: sono aperte alla distruzione creativa. Quelle estrattive trasferiscono la ricchezza da chi la produce a élite parassitarie, e operano diversi livelli di chiusura delle opportunità (divieti, burocrazia, scarsi finanziamenti).
Un’opera corposa ma molto interessante, che intreccia la storia con l’economia. Mi chiedo se, con opportuni adeguamenti, questa tesi possa trasferirsi anche a livello microeconomico.
Perché Sì. Perché il tentativo di Acemoglu è coraggioso, molto ben argomentato e fornisce uno schema abbastanza semplice per poter interpretare la storia passata e presente. Inoltre la lettura del libro offre spunti di approfondimento su diversi eventi poco conosciuti.
Perché No. Perché è un libro molto lungo e per certi versi impegnativo, e non è detto che il modello fornito dagli autori, come tutti i modelli economici, sia sempre valido oppure debba essere revisionato (la Cina rappresenta attualmente un’eccezione abbastanza clamorosa).
Scheda del libro
| Titolo | Perché le nazioni falliscono Le origini di prosperità, potenza e povertà |
| Autore | D. Acemoglu, J. Robinson |
| Editore | Il Saggiatore |
| Anno | 2013 |
| Pagine | 442 |
| Lingua | Italiano |




