Posizionarsi o scomparire

copertina del libro Positioning di Al Ries e Jack Trout

Al Ries e Jack Trout sono considerati tra i padri del marketing moderno. Consulenti e autori di fama internazionale, hanno contribuito a ridefinire la disciplina introducendo il concetto di posizionamento, destinato a diventare un pilastro per chiunque lavori con i brand. Pubblicato negli anni Ottanta, Positioning: La battaglia per le vostre menti è il loro libro più famoso e uno dei testi più citati nel mondo della comunicazione.

Avevo già letto in passato The Origin of Brands degli stessi autori, ma questo è senza dubbio il loro capolavoro: un classico che ogni professionista del marketing dovrebbe conoscere. Ries e Trout non girano intorno al problema: le aziende soffrono spesso di autoreferenzialità. Innamorate dei propri prodotti, finiscono per parlare di sé stesse, convinte che basti dire di essere “migliori della concorrenza” per convincere il mercato. Il punto, invece, è che chi ascolta raramente conosce quel prodotto, e quasi mai lo considera indispensabile.

“Se oggi vuoi fare una pubblicità efficace devi scendere dal piedistallo e prestare attenzione alle persone e a tutto quello che accade. Devi viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda del potenziale cliente”.

Il messaggio del libro è tanto semplice quanto radicale: la pubblicità non è un’esaltazione del prodotto, ma una guerra che si combatte nella mente del consumatore. Una battaglia dove ogni giorno migliaia di messaggi si contendono pochi centimetri di spazio cerebrale. In questo contesto, la chiarezza è tutto. Come in architettura, anche nel marketing vale la regola del less is more: eliminare le ambiguità, semplificare, ripetere, restare sempre coerenti. Solo così un’idea può imprimersi e resistere al tempo.

“Un posizionamento di successo richiede costanza, più di ogni altra cosa. Devi mantenerlo anno dopo anno”.

Molti dei passaggi più memorabili mettono in guardia da errori ricorrenti: il falso mito dell’essere “i migliori”, l’illusione che il potere del prodotto derivi dall’organizzazione (quando è esattamente l’opposto), o la trappola dell’estensione di linea, che nel tentativo di ampliare l’offerta finisce per indebolire il marchio. Ries e Trout mostrano come, in realtà, la posizione che un brand occupa nella mente dei consumatori sia una proprietà immobiliare preziosa: una volta persa, è difficilissimo riconquistarla.

“Uno dei motivi che spiega la continua popolarità dell’estensione di linea è che, nel breve termine, ha dei vantaggi. Questo è uno schema abbastanza comune: al successo prematuro fa seguito l’estensione di linea, a cui fa seguito la disillusione. Un nome è un elastico. Si allungherà, ma solo fino a un certo punto. Inoltre, più tiri un nome, più diventa debole. (Che è l’opposto di quello che ti aspetteresti.)”.

Il libro attraversa anche le fasi storiche della pubblicità: dall’era del prodotto, centrata sui benefici funzionali, a quella dell’immagine, fino al dominio del posizionamento. Non conta più solo la qualità intrinseca, ma la percezione che si riesce a generare. Ed è qui che gli autori dimostrano il loro talento narrativo, con esempi eterogenei ed eclettici, che spaziano da Coca-Cola alla Chiesa cattolica, passando per banche, nazioni e persino isole turistiche.

La conclusione è netta: posizionare significa guardare dentro la mente del potenziale cliente, non dentro il proprio prodotto. Significa avere la costanza di mantenere una linea chiara nel tempo, adattando le tattiche ma senza smarrire la strategia di fondo, che deve essere chiara. In un mondo sovraffollato di stimoli e concorrenti, tentare di piacere a tutti equivale a non posizionarsi per nessuno. Meglio conquistare una nicchia e presidiarla con coerenza.

“Anni fa, quando c’erano molti meno marchi e decisamente meno pubblicità, cercare di piacere a tutti aveva ancora senso. Se vuoi vincere in un contesto così competitivo, devi uscire e farti degli amici, ritagliarti una nicchia di mercato. Anche se facendolo perdi qualcosa”.

Rileggere oggi Positioning significa fare un bagno di realtà: in un’epoca di intelligenza artificiale, algoritmi e iper-segmentazioni, la verità rimane la stessa. È la mente del cliente il vero campo di battaglia, e chi dimentica questa regola rischia di combattere guerre già perse.

Perché Sì. È un testo fondativo, diretto e spietato, che dice “l’ovvio” con una chiarezza che pochi altri hanno avuto. Offre spunti non solo per i brand, ma anche per chi voglia riflettere sul proprio posizionamento personale o professionale.

Perché No. Chi cerca un manuale pratico troverà più principi che strumenti; chi è già immerso nel marketing contemporaneo potrebbe pensare di leggere verità scontate, dimenticando che qui hanno avuto origine.

TitoloPositioning
La battaglia per le vostre menti
Autori  Al Ries, Jack Trout
EditoreROI Edizioni
Anno2001 (riedizione digitale del 2021)
Pagine256
LinguaItaliano

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