Dietro le quinte di un accordo storico

copertina del libro La battaglia di Bretton Woods di Benn Steil

Se c’è un momento cruciale che ha plasmato il panorama economico mondiale nel dopoguerra, è sicuramente l’epocale accordo di Bretton Woods. Benn Steil, direttore del programma di Economia internazionale del Council on Foreign Relations di New York e fondatore dell’autorevole rivista «International Finance», getta luce su questo intricato e affascinante episodio nella sua opera “La Battaglia di Bretton Woods”.

Steil ci conduce attraverso un viaggio nel mondo degli intrighi politici e degli interessi nascosti che hanno caratterizzato gli accordi di Bretton Woods. Ciò che emerge è una complessa trama di rivalità e visioni contrastanti, che si svolsero ai margini della grande guerra. Da un lato, il Tesoro americano, guidato dal tecnocrate Harry White, e dall’altro gli inglesi, capeggiati dalla mente brillante di John Maynard Keynes, si scontrarono per delineare il futuro dell’economia mondiale.

Essendo forse il più grande intellettuale pubblico del mondo, Keynes, aveva elevato l’assemblea a qualcosa di più di un grande evento politico. Anche se il testo finale rivisto dagli avvocati conteneva solo tracce del suo pensiero, e meno ancora della sua prosa, fu soprattutto grazie alla sua presenza che Bretton Woods avrebbe sempre rappresentato una testimonianza di come la cooperazione internazionale può essere modellata da una mente superiore.

L’autore mette in evidenza come il governo americano, consapevole delle implicazioni della guerra in Europa sull’ordine mondiale e sul benessere dei propri cittadini, dovette compiere forzature politiche per raggiungere i propri obiettivi, parallelo interessante con dinamiche politiche attuali.

Ma ciò che rende ancora più avvincente questo racconto storico è la rivelazione che l’artefice principale degli accordi americani si rivelò in seguito essere un ammiratore segreto del comunismo e un collaboratore dello spionaggio sovietico. Un elemento che aggiunge una sfumatura di mistero e complessità a questa narrazione.

White vedeva nella Russia la premonizione del futuro. Nel mondo “la tendenza sarà in ogni caso nella direzione di un crescente controllo pubblico sull’attività economica e di crescenti vincoli sulla concorrenza e sull’impresa privata”, avrebbe scritto qualche anno dopo in un documento rimasto inedito. “La Russia è il primo esempio di un’economia socialista all’opera. E funziona!”.

Steil esplora anche il ruolo di Keynes e dell’Inghilterra, che, provata dalla guerra contro il regime nazista, si trovava in una posizione di totale dipendenza finanziaria dagli aiuti economici degli Stati Uniti e che dovette di conseguenza accettare le decisioni americane. Si pone così la domanda se la proposta inglese sarebbe stata una scelta più lungimirante rispetto alla decisione imposta di adottare il dollaro come moneta guida, una scelta che si rivelò storicamente fallimentare.

Il motivo è il Lend-Lease. Senza di esso la Gran Bretagna non avrebbe potuto fare fronte allo sforzo bellico, e il Tesoro americano lo condizionave nettamente all’impegno britannico in favore della stabilità monetaria postbellica e dell’eliminazione delle discriminazioni commerciali.

Non solo gli accordi di Bretton Woods, ma anche le istituzioni che ne scaturirono, come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, vengono scrutate attentamente da Steil. Il libro offre una prospettiva critica su queste istituzioni, dimostrando come il loro impatto storico possa essere stato meno significativo di quanto si credesse.

Il saggio di Steil si distingue come un’opera notevole, fondata su un lavoro di ricerca minuzioso e approfondito, come evidenziato dalla ricchezza delle note e dei riferimenti bibliografici. Il rovescio della medaglia di questo imponente lavoro è che il libro potrebbe risultare a volte dispersivo e difficile da seguire a causa di un eccessivo dettaglio nell’esplorazione dei fatti. Nonostante ciò, rimane un documento di grande interesse e originalità, un pezzo di storia che non era mai stato affrontato in modo così professionale e approfondito prima d’ora.

In definitiva, “La Battaglia di Bretton Woods” è una lettura imperdibile per chiunque sia interessato alla storia economica mondiale e alle dinamiche politiche che ne hanno plasmato il corso. Steil offre una prospettiva unica su un momento cruciale nella storia moderna, rendendo questo libro un’aggiunta preziosa a qualsiasi biblioteca di storia economica.

Perché . Perché offre una prospettiva ricca e dettagliata degli accordi di Bretton Woods, arricchendo la comprensione storica dell’epoca e dei protagonisti coinvolti.

Perché No. Perché la complessità eccessiva e il dettaglio prolisso potrebbero rendere la lettura dispersiva e poco accessibile.

TitoloLa battaglia di Bretton Woods
John Maynard Keynes, Harry Dexter White e la nascita di un nuovo ordine mondiale
Autore    Benn Steil
EditoreDonzelli Editore
Anno2015
Pagine414
LinguaItaliano

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