Errori di giudizio oltre i bias cognitivi

Chi si interessa di comportamenti umani conosce bene cosa sono le distorsioni cognitive, dette anche bias, deviazioni sistematiche dalla razionalità che inducono a errori di giudizio. Fra i più citati, vi sono il bias di ancoraggio, di conferma, di disponibilità, ma ne esistono moltissimi altri. Chiunque opera nel mondo del marketing li conosce bene e sa come sfruttarli per indurre il cliente ad acquistare il prodotto.

In questo libro, lo psicologo Daniel Kahneman, con l’aiuto di Olivier Sibony, esperto di pensiero strategico, e Cass Sunstein, studioso di diritto, approfondisce il rumore, la variabilità indesiderata dei giudizi, un’altra significativa fonte di errore nelle valutazioni umane.

La presenza dei bias cognitivi e del rumore all’interno delle decisioni umane è dilagante, ma se nel primo caso gli errori si verificano tutti in una sola direzione, per cui è facile prevederli (e anche utilizzarli per manipolare i propri interlocutori), nel secondo caso non vi è uno schema apparente e lineare per prevedere e correggere queste divergenze non volute in giudizi che dovrebbero essere simili.

Il libro porta numerosi esempi di rumore, dal mondo degli affari, della medicina, della giustizia penale, dell’analisi delle impronte digitali, delle valutazioni del personale, della politica, e così via. In tutte queste situazioni la presenza di rumore, in questi casi detto sistemico, conduce a decisioni sbagliate, alcune delle quali veramente inaspettate e clamorose.

Il rumore non è evidente come i bias, di conseguenza gli viene dato un peso minore, oppure molti tendono erroneamente a pensare che gli errori da rumore alla fine si compensino a vicenda, o altri ancora cercano di giustificare gli errori da rumore proprio con i bias.

Kahneman lo spiega bene: “Il bias ha un fascino esplicativo che al rumore manca. Se cerchiamo di spiegare, col senno di poi, perché una decisione era sbagliata, troveremo facilmente l’uno e mai l’altro. Solo una visione statistica del mondo consente di vedere il rumore, ma questo tipo di visione non ci viene naturale, perché preferiamo le narrazioni causali“.

Fortunatamente esistono dei modi per ridurre il rumore, il primo dei quali, a mio avviso, è riconoscere la sua esistenza e pericolosa influenza nelle decisioni, queste buone pratiche vengono spiegate nell’ultima parte del libro.

Il libro è consistente, e pur trattandosi di un saggio scientifico con una ricca bibliografia, lo stile di Kahneman è come sempre molto divulgativo e ricco di esempi pratici, rendendo la lettura scorrevole e interessante.

I consigli finali sono tutti ragionevoli, con solide fondamenta logiche e statistiche, e facilmente implementabili. Viene da chiedersi perché siano così scarsamente applicati nelle organizzazioni. Chissà che all’autore venga in mente di scrivere qualcosa in proposito in un suo prossimo lavoro.

Perché sì. Perché sapere è un po’ cambiare, soprattutto quando si tratta di fonti di errore nelle decisioni proprie o della propria organizzazione. Gli esempi di rumore forniti nel libro valgono comunque la lettura.

Perché no. Perché non c’è bisogno di leggere un libro di oltre cinquecento pagine per ricevere dei consigli per evitare il rumore nelle decisioni che potrebbero essere dettati dalla semplice ragionevolezza. (Resta comunque il fatto che sono scarsamente implementati nelle organizzazioni).


Scheda del libro

Titolo Rumore
Un difetto del ragionamento umano.
AutoriDaniel Kahneman, Olivier Sibony, Cass R. Sunstein
EditoreUTET
Anno2021
Pagine524
LinguaItaliano

1 commento su “Errori di giudizio oltre i bias cognitivi”

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