Jim Collins è uno studioso ed esperto di grandi aziende. I suoi primi lavori, “Build to last” e “Good to great”, raccontano le storie e le ragioni di chi ha saputo eccellere nel proprio business, e sul suo sito personale ci accoglie il suo slogan: “Good is the enemy of great”.
Durante gli anni di ricerca, vide una parte significativa di queste storiche imprese fallire. Alcune fra queste capitolarono subito dopo aver raggiunto la vetta del successo e della notorietà. Approfondendone le cause, si rese conto che tutte queste storie passavano attraverso una sequenza di 5 stadi: l’arroganza del successo – la ricerca indisciplinata del più – la negazione dei rischi e dei pericoli – il tentativo di afferrare la salvezza – la capitolazione verso l’irrilevanza o l’estinzione.
Deprimente? Forse. Ma sapere è un po’ cambiare. La storia dimostra infatti che alcune imprese hanno saputo riprendersi ed uscire da questa spirale, altre magari non vi sono mai entrate grazie agli insegnamenti di Collins. E comunque, citando l’autore, “Whether you prevail or fail depends more on what you do to yourself than on what the world does to you”.




