Alla ricerca del perché

Ho letto questo libro di Dan Ariely attratto sia dalla fama del professore di economia comportamentale, sia da quella parola “Perché”, in copertina: con un titolo così (e pure l’immagine) potrebbe sembrare un libro per bambini di Gianni Rodari, e in effetti per comprendere la motivazione umana è necessario ritornare un po’ bambini, cercando di eliminare tutte le sovrastrutture e le razionalizzazioni che abbiamo imparato nella vita.

Anziché comprendere la cruciale importanza della relazione umana, le aziende creano regole e manuali disciplinari. Ma tali approcci funzionano solo a breve termine e solo quando siamo in grado di specificare con esattezza tutti gli esiti potenziali.

La motivazione umana è una materia affascinante, che ci riguarda in prima persona, e più siamo in grado di comprenderla, meglio possiamo gestire le nostre relazioni, sia sul lavoro, sia nella vita di tutti i giorni. Questo libro offre alcune semplici riflessioni che possono essere un buon punto di partenza in merito, anche come esercizi da svolgere nella vita quotidiana.

Il libro parte da una prospettiva opposta, cioè dal constatare come sia estremamente facile demolire la motivazione delle persone, per esempio con la critica o il mancato apprezzamento del loro lavoro, mentre ha un effetto positivo il riconoscimento degli sforzi compiuti da chi lavora, perché ogni opera diventa una piccola parte di noi.

Nel momento in cui riversiamo gli sforzi in diverse attività, il nostro coinvolgimento aumenta e grazie a esso proviamo un accresciuto amore per ciò che abbiamo creato – le nostre creazioni diventano parte di noi stessi e delle nostre identità.

Un altro aspetto fondamentale riguarda il fine degli sforzi. Per l’uomo è importante percepire il senso delle proprie azioni, quindi è benefico potergli fornire una chiave di lettura più ampia e significativa della sua attività.

Più un’azienda può offrire ai dipendenti significato e legame, maggiori sono le probabilità che quei dipendenti si impegnino di più e che la loro fedeltà sia più duratura.

Si parla di tanti altri argomenti, trattati molto semplicemente, con aneddoti ricavati dalle numerose esperienze dell’autore, risultati di esperimenti scientifici, e una ricca bibliografia per approfondire gli argomenti trattati, che è sempre prova di un lavoro serio e ben fatto.

Concludo la mia recensione con due riflessioni positive.

Prima. La motivazione ha un rilevante risvolto economico per l’impresa: gli esperimenti (e il buon senso) dimostrano che quando il lavoro viene riconosciuto, si è disposti a lavorare di più per una retribuzione inferiore.

Seconda. Molte volte è solo una questione di attitudine, che si può sviluppare con l’esercizio: basta imparare ad utilizzare parole incoraggianti, qualche gesto inaspettato, e uno sguardo sincero negli occhi.

Perché Sì. Perché la motivazione riguarda tutti, in tutti gli ambiti, e Ariely è riuscito a riassumere in una lettura agile alcuni concetti ovvi ma che tendiamo a dimenticare, travolti dalle nevrosi della vita quotidiana. Saggio.

Perché No. Perché il libro ha un approccio propedeutico, solleva solo l’argomento, crea l’interesse, ma senza approfondire. Per quello può essere d’aiuto la bibliografia. Frettoloso.

TitoloPerché
La logica nascosta delle nostre motivazioni
AutoriDan Ariely
EditoreROI Edizioni
Anno2019
Pagine140
LinguaItaliano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto