
Richard Thaler, premio Nobel nel 2017, racconta la sua storia e di riflesso la crescita dell’economia comportamentale.
Il titolo del libro, Misbehaving, è già un programma nella sua duplice traduzione: “comportamento sbagliato”, come le numerose scelte che facciamo ogni giorno in contraddizione con la razionalità illimitata prevista dalle teorie economiche classiche; ma anche, soprattutto, “comportarsi male”, perché l’autore si dipinge come un ragazzo terribile dell’economia, che, con evidenze alla mano e una grande dose di ironia nel porsi, dimostra come i principi su cui si basa la teoria economica classica abbiano un grosso problema: sono fallaci.
L’opera contrappone due visioni dell’uomo, l’econ, l’essere teorico perfetto, che opera scelte totalmente razionali sulla base della massimizzazione del profitto, e lo human, una creatura imperfetta, che cerca di barcamenarsi nelle numerose scelte da compiere nella vita di tutti i giorni ma è condizionata dalle limitate risorse a disposizione che la spingono all’utilizzo di bias ed euristiche semplificatorie. Inutile dire che lo human è molto, molto più vicino alla realtà rispetto all’econ, ancora oggi alla base delle teorie micro e macroeconomiche insegnate a scuola.
Il fascino di Thaler, che condivide con molti altri autori nel campo dell’economia comportamentale – in particolare Daniel Kahneman, non a caso citatissimo all’interno del libro – è il taglio molto pratico, con poca matematica e molta ragionevolezza, cosa che provoca non pochi fastidi a molti economisti classici, in primis i soliti della scuola di Chicago.
Il succo del pensiero dell’economista si può riassumere in una risposta data ad un giornalista del Financial Times: “Lei dà per scontato che chi fa delle scelte in economia sia intelligente quanto Lei, mentre io do per scontato che sia stupido come me” (Hartford, 2019).
Naturalmente si tratta di understatement, infatti le ragioni dell’autore sono talmente solide da avergli consentito di fondare, insieme ad altri soci, un’azienda di risparmio gestito, la Fuller & Thaler Asset Management, la cui operatività tiene conto dei bias cognitivi previsti dall’economia comportamentale. Teoria messa in pratica, cosa chiedere di più?
Per concludere, un libro importante, certamente un must have, insieme a Pensieri lenti e veloci di Kahneman (recensito qui). Non spaventino 500 pagine, la lettura è veloce, con diversi spunti curiosi e, per chi vorrà coglierle molte informazioni su noi stessi e sui nostri clienti.
Perché Sì. Perché è un libro fondamentale che parla di economia usando poche formule e molta ragionevolezza, proprio nello stesso modo in cui le persone compiono le loro scelte tutti i giorni.
Perché No. Non trovo ragioni per sconsigliare questo libro. C’è da dire che al di là delle critiche mosse dal nobel, le formule dell’economia classica sono comunque tutto quello che oggi abbiamo per cercare di sintetizzare una realtà molto più complessa.
Scheda del libro
| Titolo | Misbehaving La nascita dell’economia comportamentale |
| Autore | R. H. Thaler |
| Editore | Giulio Einaudi |
| Anno | 2018 |
| Pagine | 486 |
| Lingua | Italiano |




